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Giustizia: processi civili più veloci, cosa prevede il ddl

Roma, 17 dic. – (Adnkronos) – Accelerare i tempi dei processi e abbattere l’arretrato. E’ l’obiettivo delle norme contenute nel disegno di legge delega in materia di giustizia civile approvato dal Consiglio dei ministri. Sono previsti interventi per facilitare il recupero del credito, la sentenza breve, e che le cause iscritte a ruolo da oltre 3 anni, relative ad alcune materie, siano affidate a un giudice monocratico, e non più a uncollegio.

Si tratta, spiega una scheda del ministero, di ”norme di delega e di norme immediatamente precettive” che ”hanno a oggetto misure di ordine processuale e sostanziale per il recupero dell’efficienza del processo di cognizione e di esecuzione, nonché misure finalizzate alla riforma della disciplina delle garanzie reali mobiliari, con l’obiettivo di agevolare le imprese nell’accesso al credito”.

Le nuove norme ”attribuiscono al giudice il potere di disporre, quando si tratta di causa semplice, il passaggio dal rito ordinario di cognizione al più snello rito sommario di cognizione”. Il giudice ha inoltre ”il potere di decidere la lite di primo grado mediante dispositivo accompagnato dall’indicazione dei fatti e delle norme sulle quali si fonda la decisione, rimettendo alle parti la scelta se richiedere la motivazione estesa ai fini dell’impugnazione della sentenza, previo anticipato versamento di una quota del contributo unificato dovuto per il grado successivo”.

Si tratta della cosiddetta ‘sentenza breve’, che ”consentirà di ridurre considerevolmente i tempi del processo, posto che la stesura della motivazione per esteso in tutte le controversie è uno dei fattori che impedisce la ragionevole durata dei processi civili, tenuto conto che soltanto il 20% delle sentenze rese in primo grado sono impugnate e che circa il 77% di queste ultime sono confermate”. Servirà poi a ”consentire al giudice di appello che conferma il provvedimento di primo grado di rifarsi alla motivazione già esposta dal giudice del provvedimento impugnato”.

Per smaltire l’arretrato civile in appello, il ddl prevede ancora che ”in alcune materie non particolarmente complesse e delicate (sono ad es. escluse quelle che coinvolgono i diritti della persona) la controversia venga trattata e decisa dal giudice in composizione monocratica e non collegiale”. Quanto al recupero dei crediti il ddl prevede che ”il giudice quando emette una sentenza di condanna all’adempimento di obblighi di fare fungibili (e non soltanto di obblighi di fare infungibile) possa imporre al debitore che non adempia il pagamento di una somma di denaro fino al momento dell’adempimento”.

Le norme prevedono inoltre che ”in particolari materie ad elevato tasso tecnico il processo venga preceduto dall’espletamento di una consulenza tecnica volta soprattutto alla quantificazione del danno lamentato” e viene responsabilizzata e valorizzata l’attività dei difensori. E’ poi consentito ”agli ufficiali giudiziari di ricercare i beni da pignorare con modalità telematiche interrogando banche dati, ivi compresa l’anagrafe tributaria” e viene ”riformato il sistema delle garanzie mobiliari, introducendo forme di garanzie senza spossessamento, al fine di agevolare l’accesso al credito delle Pmi”.

Infine, nel disegno di legge ”con norme immediatamente precettive si incide sul processo di esecuzione forzata al fine precipuo di contenerne i tempi, eliminando inutili passaggi procedimentali”.

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