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Il Sistema Informativo della Cognizione Penale

La Quinta sezione della Corte di Cassazione ha affermato che il S.I.C.P. (Sistema Informativo della Cognizione Penale) costituisce la banca informativa di tutti i dati fondamentali della fase di cognizione del processo penale in sostituzione dei registri cartacei non più esistenti, sicché i relativi estratti sono idonei a comprovare l’avvenuta iscrizione delle notizie di reato.

Trattasi della sentenza n. 40500 / 2019 (ud. 24/09/2019 – deposito del 03/10/2019).

Nel corpo della motivazione si legge:

“Il S.I.C.P. – Sistema Informativo della Cognizione Penale – costituisce la banca informativa di tutti i dati fondamentali della fase di cognizione del processo penale ed assicura, ai vari attori dell’azione penale, sia della fase cognitiva, sia di quella esecutiva, la condivisione delle informazioni necessarie alle rispettive attività. Il sistema, introdotto in attuazione del decreto ministeriale 27 marzo 2000, n. 264, Regolamento recante norme per la tenuta dei registri presso gli uffici giudiziari e correlate regole procedurali, adottate con D.M. 27/4/2009, rappresenta, in applicazione dell’art. 6 del citato D.M. 264/2000, un supporto informatico che contiene e aggrega i dati dei modelli previsti dal D.M. 30 settembre 1989, nonché ogni altro elemento utile per lo svolgimento dell’attività degli Uffici giudiziari, relativamente alla fase della cognizione penale. Considerato che dall’avvio in esercizio del S.I.C.P. non è più consentita la tenuta dei registri in forma cartacea e delle relative rubriche, né di tutti i registri descritti negli allegati tecnici operativi, al fine di fornire indicazioni per la corretta tenuta dei registri, il Ministero della giustizia ha emanato diverse circolari (Circolare 11 giugno 2013 – Tenuta informatizzata dei registri penali – S.I.C.P.; Circolare 9 dicembre 2014 – Tenuta informatizzata dei registri nel settore della cognizione penale di Io e II° grado e nelle indagini preliminari, Circolare 11 novembre 2016 – Circolare in tema di attuazione del registro unico penale e criteri generali di utilizzo) contenenti specifiche tecniche atte a garantire l’immediatezza e la completezza dei dati. Dalla normativa secondaria – ed in special modo dalla circolare del 2016, che contiene un’ampia disamina del quadro normativo primario di riferimento – è dato ricostruire una immedesimazione dei registri cartacei in quelli informatici, con conseguente idoneità a comprovare le relative iscrizioni. Con specifico riferimento all’iscrizione delle notizie di reato ed alle sottese esigenze di garanzia dei diritti delle parti private, deve dunque ritenersi che gli estratti del sistema certifichino l’adempimento, pienamente espressivo della funzione giudiziaria, come hanno ritenuto le Sezioni unite civili di questa Corte (sentenza n. 21094/2004).Donde la piena idoneità dei documenti prodotti dal Pubblico Ministero impugnante a comprovare le iscrizioni. E’, difatti, privo di pregio l’argomento addotto dalla difesa, che postula una autonomia del sistema informatic9 rispetto a registri non più esistenti nella loro dimensione cartacea, in quanto è dal S.I.C.P. che vengono estratti i dati oggetto di attestazione ex art. 335 cod. proc:. pen.”.

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