Ricettazione ed abusiva acquisizione di dati.

La Cassazione ha affermato che costituisce “cosa” proveniente da delitto, rilevante ai fini dell’integrazione del reato di ricettazione, un supporto sul quale siano trasferiti dati indebitamente carpiti attraverso illegittime intrusioni in altrui sistema informatico. Nella stessa pronuncia, la Seconda Sezione ha affermato che i verbali delle indagini difensive, contenenti dichiarazioni rese, nelle more fra i giudizi di primo e secondo grado, da persone già esaminate in dibattimento, non possono essere legittimamente acquisite dal giudice di appello senza che venga disposto l’esame dei dichiaranti.
Lo ha stabilito la sentenza 21596 pubblicata il 24 maggio 2016 della Seconda Sezione Penale della Suprema Corte. Per leggere la motivazione sul sito della Corte si può cliccare sul link che segue Cassazione 21596-2016

Share