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Braccialetto elettronico indisponibile: che si fa?

imageLe Sezioni unite della Corte di Cassazione – in materia di applicazione della misura degli arresti domiciliari con il c.d. braccialetto elettronico o di sostituzione della custodia cautelare in carcere con tale misura – hanno affermato che l’ accertata indisponibilità del congegno elettronico non comporta alcun automatismo nella individuazione della misura coercitiva applicabile, la cui scelta è , invece, rimessa al giudice, in base ai principi di adeguatezza e proporzionalità, in relazione alla intensità delle esigenze cautelari del caso concreto.
Trattasi della sentenza n. 20769 pubblicata il 19 maggio 2019

Cass Pen 20769 del 2016

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La Cassazione nel 2015

CassazioneDati statistici Corte Cassazione anno 2015

Ricorsi per Cassazione anno 2015 divisi per regione

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La Cassazione sull’art. 131 bis c.p.

In tema di particolare tenuità del fatto, la Sesta sezione della Corte di cassazione
con sentenza n. 20279 del 2016

ha affermato che la questione dell’applicabilità dell’art. 131 bis cod. pen., non può essere dedotta per la prima volta nel giudizio di legittimità, se il predetto articolo era già in vigore al momento della deliberazione della sentenza d’appello.Cass Pen 20270 del 2016

Presupposti IRAP

In tema di IRAP, il presupposto dell’autonoma organizzazione ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione ovvero si avvalga, non occasionalmente, del lavoro altrui per mansioni non meramente esecutive o di segreteria.

Lo stabilisce la Cassazione con sentenza delle Sezioni Unite n. 9451 del 10 maggio 2016 la cui motivazione e’ leggibile sul sito web della Suprema Corte cliccando qui link per leggere la sentenza

Giudice di Pace e art 131 bis c.p.

Cass 13093-2016

La Corte di Cassazione, con sentenza 13093 / 2016 (cliccando sul link posto sopra si può leggere la motivazione ) ha risolto il contrasto nato a seguito dell’introduzione della nuova causa di non punibilità prevista dal 131bis codice penale circa la sua applicabilità nei giudizi dinanzi al Giudice di Pace.
La Corte, richiamando la sentenza dellaSezione Feriale n 38876 del 20 settembre 2015 , ha aderito alla tesi che esclude l’applicabilità del 131bis codice penale nei procedimenti davanti al Giudice di Pace.
In tali procedimenti, infatti, e’ già prevista la disciplina dettata dal D. Lvo 28 agosto 2000 n.274 ed in particolare dall’ art. 34, che prevede una ipotesi di causa di non punibilità propria per i procedimenti giudicati dal Giudice di Pace. Tale disciplina deve, a parere della Corte, essere ritenuta speciale (rapporto di specialità reciproca) e quindi prevalente rispetto all’art. 131 bis codice penale.

 

Illegalità della pena e rilevabilità in caso di ricorso per Cassazione tardivo

 Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che in presenza di ricorso inammissibile perché presentato fuori termine non è rilevabile d’ufficio, in sede di legittimità, l’illegalità della pena, che potrà, tuttavia, essere dedotta davanti al giudice dell’esecuzione.Lo ha stabilito la sentenza del 26 giugno / 3 dicembre 2015 n. 47766 la cui motivazione e’ leggibile sul sito della Suprema Corte cliccando sul seguente link Cass. Pen. 47766/2015 

Gli interventi di depenalizzazione e di abolitio criminis del 2016: una prima lettura

Studio della Corte di Cassazione Ufficio del Massimario Settore Penale sulle recenti riforme di cui ai D.L.vi NN. 7 e 8 del 15 gennaio 2016 Relazione III/01/2016 del 2.2.2016

La radio degli avvocati: esiste.

iuslawSi chiama IusLaw Webradio diretta dall’avvocato capitolino Andrea Pontecorvo con uno staff di avvocati di vari fori italiani la prima radio che si occupa a 360° del mondo forense.

Va in onda in diretta dal 16 febbraio 2016 ogni mattina alle 7,45 e la si può ascoltare a questo indirizzo http://www.iuslaw.it/webradio/

Ogni puntata la si può riascoltare quando si vuole a questo indirizzo web

http://www.spreaker.com/show/tracce-di-iuslaw-radio

Compensi professionali: con IVA anche se riscossi quando non si esercita

ivaLa Cassazione Civile a Sezioni Unite con sentenza n. 8059 del 21.4.2016 ha stabilito che: “Il compenso di prestazione professionale è soggetto ad IVA anche se percepito successivamente alla cessazione dell’attività, nel cui ambito la prestazione è stata eseguita, ed alla sua formalizzazione, atteso che il fatto generatore dell’imposta va identificato, alla luce del diritto comunitario e del principio di neutralità fiscale, con l’espletamento dell’operazione”.

Segue il link per leggere la sentenza sul sito della Suprema Corte

Cass Civ SU 8059 del 2016

 

Abuso edilizio e sospensione della prescrizione 

  Risolvendo un contrasto interpretativo insorto sulla applicabilità, anche alla disciplina della sanatoria di cui agli artt. 36 e 45 d.P.R. n. 380/2001 (già, artt. 13 e 22 legge n. 47/85), di effetti sulla prescrizione analoghi a quelli conseguenti dalla sospensione del processo che si determinano in caso di “condono edilizio”, le Sezioni Unite – sentenza n. 15427/16 – hanno affermato che: a) “Il periodo di sospensione del processo, previsto nel caso di presentazione di istanza di “accertamento di conformità”, ex art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001 (già art. 13 della legge n. 47 del 1985, deve essere considerato ai fini del computo dei termini di prescrizione del reato edilizio”; b) “In caso di sospensione del processo disposta su richiesta dell’imputato o del suo difensore oltre il termine previsto per la formazione del silenzio-rifiuto ex art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001, opera la sospensione del corso della prescrizione a norma dell’art. 159, comma 1, n. 3, doc. pen.”. Segue il link per leggere la motivazione sul sito della Cassazione

Cass Pen SU 15427/2016