Archivi

Ancora sulla messa alla prova

Competenza CONFLITTI DI COMPETENZA – SOSPENSIONE DEL PROCEDIMENTO CON MESSA ALLA PROVA – RICHIESTA DI SOSPENSIONE AVANZATA IN SEDE DI OPPOSIZIONE A DECRETO PENALE DI CONDANNA – DECISIONE -COMPETENZA.

Sentenza 25867 del 3.2.2016 pubblicata il 22.6.2016 link testo motivazione

La Prima Sezione penale, risolvendo un conflitto negativo di competenza, ha affermato che, in caso di richiesta di messa alla prova ex art. 464 bis cod. pen. avanzata in sede di opposizione a decreto penale di condanna, competente a conoscere della stessa è il giudice dibattimentale e non il giudice per le indagini preliminari, diversamente da quanto previsto dal codice per le richieste di riti alternativi formulate con l’opposizione stessa.

PrintFriendlyFacebookTelegramLinkedInWhatsAppGoogle GmailTwitterGoogle+PrintCondividi

Nullità capo imputazione: va pronunciata senza sollecitare il PM a modificarlo

La Sesta Sezione penale con sentenza 23832 del 12.5.2016 pubblicata l’8.6.2016 ha affermato che in caso di genericità o indeterminatezza del fatto descritto nel capo di imputazione, il giudice del dibattimento deve dichiarare la nullità prevista dall’art. 429, comma 2, cod. pen., senza previamente sollecitare il pubblico ministero ad integrare o precisare la contestazione.

Cliccando sul link si può leggere la motivazione presente sul sito della Cassazione Cass Pen 23832-2016

La Corte da atto di precedenti in senso contrario che dichiara di non condividere; segnala peró che molti di questi precedenti fanno erronea applicazione dei principi sanciti da S.U. nella sentenza Battistelli 5307 del 23.12.2007 depositata l’1.2.2008. Tale ultima pronuncia aveva ritenuto che il GUP prima di dichiarare la nullità del capo di imputazione avrebbe dovuto invitare il PM a precisare o modificare lo stesso: secondo Cass 23832/2016 il principio non vale per il giudice del dibattimento data la diversità del procedimento e ciò si ricaverebbe da una attenta lettura della citata SU Battistella.

Ricettazione ed abusiva acquisizione di dati.

La Cassazione ha affermato che costituisce “cosa” proveniente da delitto, rilevante ai fini dell’integrazione del reato di ricettazione, un supporto sul quale siano trasferiti dati indebitamente carpiti attraverso illegittime intrusioni in altrui sistema informatico. Nella stessa pronuncia, la Seconda Sezione ha affermato che i verbali delle indagini difensive, contenenti dichiarazioni rese, nelle more fra i giudizi di primo e secondo grado, da persone già esaminate in dibattimento, non possono essere legittimamente acquisite dal giudice di appello senza che venga disposto l’esame dei dichiaranti.
Lo ha stabilito la sentenza 21596 pubblicata il 24 maggio 2016 della Seconda Sezione Penale della Suprema Corte. Per leggere la motivazione sul sito della Corte si può cliccare sul link che segue Cassazione 21596-2016

Pubblici dipendenti e art. 18 ante Fornero

imageAi rapporti di pubblico impiego contrattualizzato di cui all’art. 2 del d.lgs. n. 165 del 2001 non si applicano le modifiche apportate dalla l. n. 92 del 2012 (cd. legge Fornero) all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, sicché la tutela del dipendente pubblico nel caso di licenziamento illegittimo intimato in data successiva all’entrata in vigore di tali modifiche resta quella prevista dall’art. 18 dello Statuto nel testo precedente alla riforma.

Lo ha stabilito la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione con sentenza 11868 del 9.6.2016 di cui si può leggere la motivazione sul sito della Suprema Corte cliccando sul link che segue

Cassazione 11868-2016

Braccialetto elettronico indisponibile: che si fa?

imageLe Sezioni unite della Corte di Cassazione – in materia di applicazione della misura degli arresti domiciliari con il c.d. braccialetto elettronico o di sostituzione della custodia cautelare in carcere con tale misura – hanno affermato che l’ accertata indisponibilità del congegno elettronico non comporta alcun automatismo nella individuazione della misura coercitiva applicabile, la cui scelta è , invece, rimessa al giudice, in base ai principi di adeguatezza e proporzionalità, in relazione alla intensità delle esigenze cautelari del caso concreto.
Trattasi della sentenza n. 20769 pubblicata il 19 maggio 2019

Cass Pen 20769 del 2016

La Cassazione nel 2015

CassazioneDati statistici Corte Cassazione anno 2015

Ricorsi per Cassazione anno 2015 divisi per regione

image

La Cassazione sull’art. 131 bis c.p.

In tema di particolare tenuità del fatto, la Sesta sezione della Corte di cassazione
con sentenza n. 20279 del 2016

ha affermato che la questione dell’applicabilità dell’art. 131 bis cod. pen., non può essere dedotta per la prima volta nel giudizio di legittimità, se il predetto articolo era già in vigore al momento della deliberazione della sentenza d’appello.Cass Pen 20270 del 2016

Presupposti IRAP

In tema di IRAP, il presupposto dell’autonoma organizzazione ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione ovvero si avvalga, non occasionalmente, del lavoro altrui per mansioni non meramente esecutive o di segreteria.

Lo stabilisce la Cassazione con sentenza delle Sezioni Unite n. 9451 del 10 maggio 2016 la cui motivazione e’ leggibile sul sito web della Suprema Corte cliccando qui link per leggere la sentenza

Giudice di Pace e art 131 bis c.p.

Cass 13093-2016

La Corte di Cassazione, con sentenza 13093 / 2016 (cliccando sul link posto sopra si può leggere la motivazione ) ha risolto il contrasto nato a seguito dell’introduzione della nuova causa di non punibilità prevista dal 131bis codice penale circa la sua applicabilità nei giudizi dinanzi al Giudice di Pace.
La Corte, richiamando la sentenza dellaSezione Feriale n 38876 del 20 settembre 2015 , ha aderito alla tesi che esclude l’applicabilità del 131bis codice penale nei procedimenti davanti al Giudice di Pace.
In tali procedimenti, infatti, e’ già prevista la disciplina dettata dal D. Lvo 28 agosto 2000 n.274 ed in particolare dall’ art. 34, che prevede una ipotesi di causa di non punibilità propria per i procedimenti giudicati dal Giudice di Pace. Tale disciplina deve, a parere della Corte, essere ritenuta speciale (rapporto di specialità reciproca) e quindi prevalente rispetto all’art. 131 bis codice penale.

 

Illegalità della pena e rilevabilità in caso di ricorso per Cassazione tardivo

 Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che in presenza di ricorso inammissibile perché presentato fuori termine non è rilevabile d’ufficio, in sede di legittimità, l’illegalità della pena, che potrà, tuttavia, essere dedotta davanti al giudice dell’esecuzione.Lo ha stabilito la sentenza del 26 giugno / 3 dicembre 2015 n. 47766 la cui motivazione e’ leggibile sul sito della Suprema Corte cliccando sul seguente link Cass. Pen. 47766/2015