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Il PM può impugnare una sentenza di condanna a favore dell’imputato.

La Terza sezione ha affermato che è ammissibile il ricorso per cassazione del Pubblico Ministero, per ottenere l’esatta applicazione della legge, anche se a favore dell’imputato avverso una sentenza di condanna, purché l’impugnazione sia sorretta da un interesse “concreto” ed “attuale”, volto cioè ad ottenere una decisione non solo teoricamente corretta ma anche praticamente favorevole.

Trattasi della sentenza n. 48581 pubblicata il 17.11.2016 . Qui la motivazione sul sito della Corte Cass Pen 48581 del 2016

Progetto di riforma costituzionale

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Attuazione direttiva 2013/48/UE

D.Lvo 15.9.2016 n. 184

Attuazione della direttiva 2013/48/UE, relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d’arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le Autorita consolari.

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Prelievo forzoso di ovociti

La Corte di Cassazione, pronunciandosi in sede cautelare, ha affermato che il prelievo forzoso di ovociti dall’utero di una donna configura il delitto di violenza privata, e non quello di rapina, in quanto gli ovociti, benché destinati ad essere espulsi o trasformati mediante la fecondazione, non possono essere considerati “cose” fino a quando fanno parte del corpo umano.

E’ la sentenza n. 39541 ud. 17/08/2016 della Sezione Feriale.

Il link per leggere la motivazione Cass. 39541-2016

Notifica di atto mancante di alcune pagine: si può sanare

postino-3La Corte di Cassazione Civile a Sezioni Unite con sentenza n. 18121 del 14/09/2016 a stabilito che:
“La mancanza nella copia notificata del ricorso per cassazione (il cui originale risulti tempestivamente depositato) di una o più pagine non comporta l’inammissibilità del ricorso, ma costituisce un vizio della notifica sanabile, con efficacia “ex tunc”, mediante la nuova notifica di una copia integrale, su iniziativa dello stesso ricorrente o entro un termine fissato dalla S.C., ovvero per effetto della costituzione dell’intimato, salva la possibile concessione a quest’ultimo di un termine per integrare le sue difese”.
Ecco il link per leggere la motivazione Cass Civ SU 18121 del 2016

Effetti dell’astensione proclamata dagli organismi locali di categoria degli avvocati

togaL’astensione dalle udienze, proclamata da organismi rappresentativi locali di categoria, in relazione agli uffici giudiziari del distretto di riferimento e per ragioni di protesta locali, non ha effetto nei confronti delle attività giudiziarie che si svolgano presso diversi uffici di merito o di legittimità, pur se riferite a provvedimenti decisori degli uffici interessati dall’astensione.

Lo ha stabilito la Cassazione Penale – Sesta Sezione con sentenza 34442 pubblicata il 4.8.2016. Cliccando sul link che segue si può leggere la motivazione sul sito della Corte

Cass. Pen. 34442 del 2016

Unioni civili: c’é il regolamento per la tenuta dei registri di stato civile

Sulla Gazzetta Ufficiale del 28.7.2016 serie generale n. 175 é stato pubblicato il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 luglio 2016, n. 144 recante “Regolamento recante disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell’archivio dello stato civile, ai sensi dell’articolo 1, comma 34, della legge 20 maggio 2016, n. 76”.

Il decreto é entrato in vigore il 29.7.2016 e lo resterà  fino all’entrata in vigore dei decreti legislativi previsti all’art. 1, comma 28, della L.  20.5.2016 n. 76.

Ecco il testo del decreto

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E’ possibile ripetere la notifica se ci si attiva subito

Importante pronuncia delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione in tema di notificazioni é rappresentata dalla sentenza n. 14594 del 15.7.2016 che sul campo pratico ha risvolti notevolissimi.

La Suprema Corte ha stabilito che: “In caso di notifica di atti processuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, questi, appreso dell’esito negativo, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria deve riattivare il processo notificatorio con immediatezza e svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento, ossia senza superare il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall’art. 325 c.p.c., salvo circostanze eccezionali di cui sia data prova rigorosa”.

L’art. 325 c.p.c. prevede che il termine per proporre appello, revocazione e oppsozione di terzo é di trenta giorni, mentre il termine per proporre ricorso per cassazione é di sessanta giorni.

Di seguito il link al sito della Cassazione per leggere la motivazione

Cass. Civ SU 14594 del 15.7.2016

Convertito il D.L. 59/2016 (cd. decreto banche)

Nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 153 del 2.7.2016 é stata pubblicata la L. 30 giugno 2016 n. 119 che ha convertito con modificazioni il D.L. 3 maggio 2016 n. 59.

Segue il testo del decreto legge coordinato con la legge di conversione tratto dalla stessa Gazzetta Ufficiale.

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Abolitio criminis e esecuzione penale.

Con sentenza  n. 26259 ud. 29/10/2015 – depositata il 23/06/2016 – in tema di esecuzione penale le Sezioni unite della Corte di cassazione, risolvendo un contrasto giurisprudenziale insorto in ordine alla possibilità, per il giudice dell’esecuzione, di revocare per abolitio criminis una sentenza di condanna emessa nei confronti di uno straniero irregolare per il reato di cui all’art. 6, terzo comma, T.U. Imm., dopo le modifiche apportate a tale articolo dalla legge 15 luglio 2009, n. 94, ed interpretate dalle Sezioni Unite nel senso che soggetto attivo del reato può ormai essere il solo straniero regolarmente soggiornante (cfr. Sez. U, n. 16453 del 24/02/2011, Alacev), hanno affermato il seguente principio di diritto: «Il giudice dell’esecuzione può revocare, ai sensi dell’art. 673 cod. proc. pen., una sentenza di condanna pronunciata dopo l’entrata in vigore della legge che ha abrogato la norma incriminatrice, allorchè l’evenienza di abolitio criminis non sia stata rilevata dal giudice della cognizione».

Ancora sulla messa alla prova

Competenza CONFLITTI DI COMPETENZA – SOSPENSIONE DEL PROCEDIMENTO CON MESSA ALLA PROVA – RICHIESTA DI SOSPENSIONE AVANZATA IN SEDE DI OPPOSIZIONE A DECRETO PENALE DI CONDANNA – DECISIONE -COMPETENZA.

Sentenza 25867 del 3.2.2016 pubblicata il 22.6.2016 link testo motivazione

La Prima Sezione penale, risolvendo un conflitto negativo di competenza, ha affermato che, in caso di richiesta di messa alla prova ex art. 464 bis cod. pen. avanzata in sede di opposizione a decreto penale di condanna, competente a conoscere della stessa è il giudice dibattimentale e non il giudice per le indagini preliminari, diversamente da quanto previsto dal codice per le richieste di riti alternativi formulate con l’opposizione stessa.