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Tutto sul processo telematico

Esiste un gruppo Facebook dove ogni giorno si trattano e risolvono i problemi applicativi del PCT e comunque ci si informa su argomenti similari (notifiche PEC, fatturazione elettronica, PAT, firma digitale, ect).

Si tratta del gruppo PCT Processo Civile Telematico 

L’iscrizione ovviamente è gratuita.

Ecco il link https://www.facebook.com/groups/280052028821251/

Innovativa sentenza sul DASPO 

La Terza Sezione della Corte di cassazione ha affermato che è legittima l’imposizione da parte del Questore di un provvedimento di DASPO amministrativo, con relative prescrizioni, anche nel caso in cui gli atti di violenza siano stati realizzati non durante l’effettivo svolgimento della manifestazione sportiva, bensì in un momento diverso e non contestuale, a condizione che tali atti siano in rapporto di immediato ed univoco nesso eziologico con essa (nel caso di specie, si trattava di un’aggressione, nei confronti di giocatori ed allenatore di una squadra di calcio, da parte di un gruppo di propri tifosi all’interno dell’impianto sportivo di riferimento, per contestarne il rendimento).

È la sentenza n 1767 pubblicata il 16.1.2017 (ud. 7.4.2016). Ecco il link per leggerla : Cass Pen 1767 del 2017

Da quando decorre il termine per impugnare la delibera per il condomino assente

Un condomino che era assente il giorno in cui si tenne l’assemblea del condominio impugna davanti al Tribunale la relativa delibera. La difesa del Condominio eccepisce la tardività dell’impugnazione.Il Tribunale accoglie l’eccezione di tardività considerando che:

– il verbale della seduta era stato spedito all’indirizzo della ricorrente il 22 luglio 2010 con lettera raccomandata, di cui l’addetto postale aveva tentato il recapito il successivo 23 luglio 2010;

– ai sensi dell’art. 1335 c.c. la dichiarazione recettizia si presume conosciuta nel momento in cui giunge all’indirizzo del destinatario e che pertanto in questo caso spettava alla ricorrente dimostrare di essersi trovata senza colpa nell’impossibilità di acquisire la conoscenza dell’atto.

Segue il gravame che la Corte d’Appello dichiara inammissibile rilevando che, come già affermato dal tribunale,

– l’impugnazione della delibera era stata proposta oltre il termine di trenta giorni dalla data di rilascio dell’avviso di giacenza;

– non si poteva considerare, come dies a quo per l’impugnativa della deliberazione, il momento in cui il plico era stato ritirato in ufficio.

Il condomino propone ricorso per cassazione, lamentando la violazione ed erronea applicazione dell’art. 1137 c.c., in correlazione con gli artt. 1334 e 1335 c.c. e art. 66 disp. att. c.c.: per il ricorrente non è applicabile il principio della presunzione di conoscenza degli atti recettizi ex art. 1335 c.c, al fine di stabilire la data di comunicazione, nonchè, con essa, la decorrenza del dies a quo per l’impugnazione delle delibere condominiali: tale data deve viceversa farsi coincidere, nel caso di specie, col 27 luglio 2010, data in cui essa ha ritirato il plico presso l’Ufficio che lo aveva ricevuto in deposito dopo il tentativo di consegna.

La Suprema Corte Seconda Sezione Civile, con sentenza n. 25791 del 14.12.2016, nel ritenere fondato il motivo di impugnazione, osserva quanto segue:

a) a norma dell’art. 1137 c.c., il termine decadenziale di trenta giorni per impugnare le delibere dell’assemblea decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti e “dalla data di comunicazione per gli assenti”;

b) la prova dell’avvenuto recapito della lettera raccomandata contenente il verbale dell’assemblea condominiale all’indirizzo del condomino assente comporta l’insorgenza della presunzione “iuris tantum” di conoscenza, in capo al destinatario, posta dall’art. 1335 c.c nonchè, con essa, la decorrenza del “dies a quo” per l’impugnazione della deliberazione, ai sensi dell’art. 1137 c.c.;

c) il suddetto principio, di carattere generale, è condivisibile ove lo si colleghi effettivamente “all’avvenuto recapito dell’atto all’indirizzo del condomino assente”;

d) nel caso di specie, è stato compiuto solo un tentativo di recapito stante l’assenza del destinatario o delle persone abilitate alla ricezione: all’indirizzo è stato lasciato solo l’avviso di tentativo di consegna, mentre il plico contenente il verbale è stato depositato nell’ufficio postale per mancato reperimento del destinatario;

e) in tale ipotesi appare davvero arduo estendere la suddetta regola perchè il presupposto è ben diverso: manca il presupposto essenziale per l’applicabilità della presunzione di conoscenza posta dal’art. 1335 c.c, cioè l’arrivo dell’atto all’indirizzo del destinatario;

f) in caso di spedizione a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno e di mancato reperimento del destinatario da parte dell’agente postale si deve fare applicazione analogica della regola dettata nella L. n. 890 del 2002, art. 8, comma 4, secondo cui:

“la notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al comma 2, ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore”; peraltro, poichè il citato regolamento del servizio di recapito adottato non prevede la spedizione di una raccomandata contenente l’avviso di giacenza, ma soltanto, all’art. 25, il “rilascio dell’avviso di giacenza”, la regola da applicare per individuare la data di perfezionamento della comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, in caso di mancato recapito della raccomandata all’indirizzo del destinatario, è quella che la comunicazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore

La Cassazione sul nuovo art. 380 bis c.p.c.

È’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale – sollevata in riferimento all’art. 24 Cost. – dell’art. 380-bis c.p.c. (nel testo introdotto dal d.l. n. 168 del 2016, conv., con modif., dalla l. n. 197 del 2016), costituendo ragionevole esercizio del potere legislativo di conformazione degli istituti processuali la scelta di assicurare un contraddittorio solo cartolare alla decisione, in sede di legittimità, di questioni prive di rilievo nomofilattico, all’esito di una mera proposta di trattazione camerale da parte del consigliere relatore.Lo ha stabilito la Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione con ordinanza n. 395 del 10.01.2017.

Il ricorrente aveva eccepito il contrasto del vigente art. 380-bis c.p.c. (introdotto dalla legge 25 ottobre 2016, n. 197, di conversione del d.l. 31 agosto 2016, n. 168) con l’art. 24 Cost., per esser stata prevista: 1) “la Camera di Consiglio e non la pubblica udienza”; 2) “la esclusione del difensore, così come tradizionalmente interveniva, per una illustrazione e delle tematiche di fatto e di diritto proposte con il ricorso”; 3) «una semplice “proposta”, di accoglimento o meno, del proposto ricorso e da parte del Signor Consigliere.

Ecco il testo del provvedimento presente sul sito della Corte http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/395_01_2017_no-index.pdf

Il PM può impugnare una sentenza di condanna a favore dell’imputato.

La Terza sezione ha affermato che è ammissibile il ricorso per cassazione del Pubblico Ministero, per ottenere l’esatta applicazione della legge, anche se a favore dell’imputato avverso una sentenza di condanna, purché l’impugnazione sia sorretta da un interesse “concreto” ed “attuale”, volto cioè ad ottenere una decisione non solo teoricamente corretta ma anche praticamente favorevole.

Trattasi della sentenza n. 48581 pubblicata il 17.11.2016 . Qui la motivazione sul sito della Corte Cass Pen 48581 del 2016

Progetto di riforma costituzionale

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Attuazione direttiva 2013/48/UE

D.Lvo 15.9.2016 n. 184

Attuazione della direttiva 2013/48/UE, relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d’arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le Autorita consolari.

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Prelievo forzoso di ovociti

La Corte di Cassazione, pronunciandosi in sede cautelare, ha affermato che il prelievo forzoso di ovociti dall’utero di una donna configura il delitto di violenza privata, e non quello di rapina, in quanto gli ovociti, benché destinati ad essere espulsi o trasformati mediante la fecondazione, non possono essere considerati “cose” fino a quando fanno parte del corpo umano.

E’ la sentenza n. 39541 ud. 17/08/2016 della Sezione Feriale.

Il link per leggere la motivazione Cass. 39541-2016

Notifica di atto mancante di alcune pagine: si può sanare

postino-3La Corte di Cassazione Civile a Sezioni Unite con sentenza n. 18121 del 14/09/2016 a stabilito che:
“La mancanza nella copia notificata del ricorso per cassazione (il cui originale risulti tempestivamente depositato) di una o più pagine non comporta l’inammissibilità del ricorso, ma costituisce un vizio della notifica sanabile, con efficacia “ex tunc”, mediante la nuova notifica di una copia integrale, su iniziativa dello stesso ricorrente o entro un termine fissato dalla S.C., ovvero per effetto della costituzione dell’intimato, salva la possibile concessione a quest’ultimo di un termine per integrare le sue difese”.
Ecco il link per leggere la motivazione Cass Civ SU 18121 del 2016

Effetti dell’astensione proclamata dagli organismi locali di categoria degli avvocati

togaL’astensione dalle udienze, proclamata da organismi rappresentativi locali di categoria, in relazione agli uffici giudiziari del distretto di riferimento e per ragioni di protesta locali, non ha effetto nei confronti delle attività giudiziarie che si svolgano presso diversi uffici di merito o di legittimità, pur se riferite a provvedimenti decisori degli uffici interessati dall’astensione.

Lo ha stabilito la Cassazione Penale – Sesta Sezione con sentenza 34442 pubblicata il 4.8.2016. Cliccando sul link che segue si può leggere la motivazione sul sito della Corte

Cass. Pen. 34442 del 2016

Unioni civili: c’é il regolamento per la tenuta dei registri di stato civile

Sulla Gazzetta Ufficiale del 28.7.2016 serie generale n. 175 é stato pubblicato il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 luglio 2016, n. 144 recante “Regolamento recante disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell’archivio dello stato civile, ai sensi dell’articolo 1, comma 34, della legge 20 maggio 2016, n. 76”.

Il decreto é entrato in vigore il 29.7.2016 e lo resterà  fino all’entrata in vigore dei decreti legislativi previsti all’art. 1, comma 28, della L.  20.5.2016 n. 76.

Ecco il testo del decreto

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