Non necessaria la forma scritta per i contratti delle aziende speciali degli enti pubblici.

Le Sezioni Unite Civili della Cassazione con sentenza del 9.8.2018 n. 20684 su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato che, in virtù della natura imprenditoriale dell’attività svolta dall’azienda speciale di ente territoriale e della sua autonomia organizzativa e gestionale dall’ente di riferimento, l’azienda stessa, pur appartenendo al sistema con il quale l’amministrazione locale gestisce servizi pubblici aventi finalità sociale e di promozione dello sviluppo delle comunità locali, non può qualificarsi pubblica amministrazione in senso stretto, sicché per i suoi contratti non è imposta la forma scritta “ad substantiam” ai sensi degli artt. 16 e 17 del r.d. n. 2440 del 1923 e vige, al contrario, il principio generale della libertà delle forme di manifestazione della volontà negoziale.

Cliccare qui per leggere la sentenza sul sito della Corte di Cassazione.

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Elezioni COA: sentenza del CNF su ineleggibilità

Il CNF ha stabilito che la nuova normativa di cui al combinato disposto degli art. 3, comma 3 (che per la prima volta ha introdotto la ineleggibilità per pregresso mandato), e art. 17, comma 3 l.n. 113/2017 (che disciplina il regime transitorio della legge n. 113/2017), non può che interpretarsi nel senso che la regola della ineleggibilità si applica ai due mandati successivi consecutivi svolti successivamente alla sua entrata in vigore (Nel caso di specie, era stato proposto reclamo avverso l’elezione di un Consigliere che già aveva ricoperto due mandati, ma prima dell’entrata in vigore del Nuovo ordinamento forense. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato il ricorso).

Ecco il link per leggere la sentenza: testo sentenza.

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Agevolazioni prima casa

Sentenza Cassazione n. 17148 del 28/06/2018

AGEVOLAZIONI CD. PRIMA CASA – VENDITA DELL’IMMOBILE ENTRO CINQUE ANNI DALL’ACQUISTO – DECADENZA – ACQUISTO ENTRO UN ANNO DELLA NUDA PROPRIETÀ DI ALTRO IMMOBILE – IRRILEVANZA.

La Sezione Tributaria della Cassazione ha chiarito che la decadenza dall’agevolazione cd. prima casa, per il trasferimento dell’immobile prima del decorso del termine di cinque anni dall’acquisto, non è evitata qualora, entro un anno dall’alienazione, il contribuente acquisti la nuda proprietà di un altro immobile, poiché lo stesso non può essere adibito, come richiesto per il mantenimento del beneficio, ad abitazione principale.

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Tassa di soggiorno: la qualifica di chi la riceve sotto il profilo penalistico.

La Sesta Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio il gestore di struttura ricettiva residenziale che procede alla riscossione dell’imposta di soggiorno per conto dell’ente comunale.

Trattasi della sentenza n. 32058 ud. 17/05/2018 – deposito del 12/07/2018.

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Misure cautelari e motivazione dell’ordinanza.

In tema di misure cautelari personali, la Sesta sezione penale della Cassazione ha affermato che la necessità di un’autonoma valutazione da parte del giudice delle esigenze cautelari e dei gravi indizi di colpevolezza, richiesta dall’art. 292, comma primo, lett. c), cod. proc. pen., così come modificato dalla legge 16 aprile 2015, n. 47, non può ritenersi assolta quando l’ordinanza accolga la richiesta del P.M. solo per talune imputazioni cautelari ovvero solo per alcuni indagati, in quanto il parziale diniego opposto dal giudice o la diversa graduazione delle misure non costituiscono, di per sé, indice di una valutazione critica, e non meramente adesiva, della richiesta cautelare, dovendo la valutazione essere espressa in relazione alla specifica posizione oggetto di giudizio, rispetto alla quale detto requisito della motivazione è previsto a pena di nullità rilevabile anche di ufficio.

Trattasi della sentenza n. 31370 / 2018 pubblicata il 10/07/2018.

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Sequestro penale, giudice penale e giudice civile

La Prima Sezione penale della Corte di cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso avverso il provvedimento con cui il giudice dell’esecuzione rimette le parti innanzi al giudice civile per la risoluzione della controversia in materia di proprietà delle cose in sequestro, data la natura non decisoria bensì meramente ordinatoria della statuizione.

Trattasi della sentenza n. 31088 pubblicata il 9.7.2018.

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