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PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO: ILLEGITTIMA L’ESCLUSIONE DELL’ESIMENTE PER I REATI SENZA UN MINIMO EDITTALE DI PENA DETENTIVA

La causa di non punibilità della“particolare tenuità del fatto è applicabile al reato di ricettazione attenuata, previsto dal secondo comma dell’articolo 648 del codice penale, e a tutti i reati ai quali, non essendo previsto un minimo edittale di pena detentiva, si applicail minimo assoluto di 15 giorni di reclusione.

È quanto ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza n. 156/2020 depositata il 21.7.2020  (relatore Stefano Petitti), dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’articolo131-bis del codice penale, là dove non consente l’applicazione dell’esimente ai reati per i quali non è stabilito un minimo edittale di pena detentiva e tuttavia è previsto un massimo superiore a cinque anni.

La Corte ha osservato che, con la scelta di consentire l’irrogazione della pena detentiva nella misura minima assoluta (15 giorni di reclusione), il legislatore ha riconosciuto che alcune condotte possano essere della più tenue offensività. Per esse, quindi, è irragionevole escludere a priori l’applicazione dell’esimente.

Link per visualizzare la sentenza sul sito della Corte

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Mandato di arresto europeo e trattamenti inumani.

In tema di mandato di arresto europeo, la Sesta sezione ha affermato che, alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Grande Sezione, 15 ottobre 2019, Dorobantu, C – 128/19 e Corte di giustizia, 25 luglio 2018, Generalstaatsanwaltschaft, C-220/18), qualora lo Stato emittente abbia fornito assicurazioni che la persona interessata non subirà un trattamento inumano e degradante, l’autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione può rifiutarsi di eseguire la richiesta solo quando, sulla base di elementi precisi, riscontri comunque il pericolo che le condizioni di detenzione siano contrarie all’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali UE.

Così Cassazione Penale sentenza n. 18352 / 2020 (ud. 11/06/2020 – deposito del 16/06/2020)

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Misura cautelare personale applicata dal Giudice del riesame: non é necessario l’interrogatorio di garanzia.

Le Sezioni Unite hanno affermato che, in caso di applicazione di una misura cautelare personale da parte del tribunale del riesame, in accoglimento dell’appello proposto dal pubblico ministero avverso la decisione di rigetto del giudice per le indagini preliminari, non è necessario procedere all’interrogatorio di garanzia a pena di inefficacia della misura suddetta, atteso che il diritto di difesa è già assicurato dall’instaurazione del contraddittorio in sede di impugnazione cautelare.

E’ la sentenza n. 17274/2020 ( ud. 26/03/2020 – deposito del 05/06/2020 ).

Ecco il link per leggerla sul sito della Corte

 

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Gli assegni vanno spediti sempre con raccomandata.

Le Sezioni unite civili, pronunciando su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il seguente principio di diritto: «La spedizione per posta ordinaria di un assegno, ancorché munito di clausola d’intrasferibilità, costituisce, in caso di sottrazione del titolo e riscossione da parte di un soggetto non legittimato, condotta idonea a giustificare l’affermazione del concorso di colpa del mittente, comportando, in relazione alle modalità di trasmissione e consegna previste dalla disciplina del servizio postale, l’esposizione volontaria del mittente ad un rischio superiore a quello consentito dal rispetto delle regole di comune prudenza e del dovere di agire per preservare gl’interessi degli altri soggetti coinvolti nella vicenda, e configurandosi dunque come un antecedente necessario dell’evento dannoso, concorrente con il comportamento colposo eventualmente tenuto dalla banca nell’identificazione del presentatore».

Trattasi della sentenza n. 9769 del 26/05/2020.

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Le spese del reclamo avverso l’ordinanza presidenziale nelle cause di separazione

La Prima sezione civile della Cassazione ha stabilito che: “In tema di separazione dei coniugi, la corte d’appello adita in sede di reclamo avverso l’ordinanza del presidente del tribunale, ai sensi dell’art. 708 c.p.c., non deve statuire sulle spese del procedimento, poiché, trattandosi di provvedimento adottato in pendenza della lite, resta riservato al tribunale provvedere sulle spese nella sentenza emessa a conclusione del giudizio anche per la fase di reclamo”.

Trattasi della Sentenza n. 8432 del 30/04/2020.

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Configurabilità del silenzio-assenso sulla richiesta di assegnazione di una rivendita di generi di monopolio

DAL SITO DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

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Cons. St., sez. II, 12 marzo 2020, n. 1788 – Pres. Greco, Est. Lotti

Silenzio della P.A. – Silenzio assenso – Rivendita generi monopolio – Richiesta di assegnazione – Silenzio assenso – Inconfigurabilità.
 
          Non è configurabile la formazione del silenzio-assenso ex art. 20, l. 7 agosto 1990, n. 241 su una richiesta di assegnazione di una rivendita di generi di monopolio (1).
 
(1) Ha chiarito la Sezione che il procedimento di cui all’art. 20, l. 7 agosto 1990, n. 241, circa la formazione di un titolo abilitativo attraverso il meccanismo del silenzio-assenso, non è configurabile allorché l’amministrazione deve rilasciare una vera e propria concessione amministrativa. In tali ipotesi rientra quella dell’autorizzazione alla vendita di generi di monopolio, la quale, alla stregua della disciplina riveniente dall’art. 19, l. 22 dicembre 1957, n. 1293, effettuata nella forma della rivendita ordinaria o speciale, è soggetta a regime di vera e propria concessione amministrativa, atteso che si riferisce ad un’attività ancora oggetto di monopolio statale.
Ed invero, la l. 22 dicembre 1957, n. 1293, all’art. 19, dopo avere distinto le rivendite di generi di monopolio in rivendite ordinarie e rivendite speciali ed avere altresì stabilito che queste ultime sono anch’esse affidate, in genere, a privati, a trattativa privata, per la durata non superiore ad un novennio, prevede che: “Nei casi di rinnovo delle concessioni di cui al precedente comma, il concessionario è tenuto a corrispondere all’Amministrazione (…)”, con ciò stesso attribuendo al provvedimento di assegnazione della rivendita la qualifica espressa di “concessione” e qualificando espressamente come “concessionario” il suo titolare.
Del resto, la lettura dell’intera l. n. 1293 del 1957 porta alla conclusione che l’attività di rivendita di generi di monopolio, effettuata nella forma della rivendita ordinaria o speciale, è attività soggetta a regime di vera e propria concessione amministrativa, visto che si riferisce ad un’attività ancora oggetto di monopolio statale.
Ciò premesso, deve rilevarsi inequivocabilmente che il procedimento di cui all’art. 20, l. n. 241 del 1990 circa la formazione di un titolo abilitativo attraverso il meccanismo del silenzio assenso non è configurabile allorché l’Amministrazione deve rilasciare una vera e propria concessione amministrativa.

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The climate risk for finance in Italy

Ecco il tema affrontato da un recente studio della Banca d’Italia inserito nel febbraio 2020 nella collana Questioni di economia e finanza ed  intitolato The climate risk for finance in Italy a cura di Ivan Faiella e Danila Malvolti.

La crescente attenzione prestata alle possibili conseguenze dei cambiamenti climatici per il settore finanziario ha rafforzato la cooperazione internazionale in materia di finanza verde, con iniziative sia dell’industria che delle istituzioni. I sondaggi internazionali lo dimostrano: finora non vi è stata una crescita adeguata nella consapevolezza dei rischi legati ai cambiamenti climatici e alle opportunità legate alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.  La divulgazione del rischio finanziario correlato al clima (CRFR) in Italia ha confermato le stesse conclusioni. Lo studio pertanto identifica tre passaggi con l’obiettivo di incoraggiare la finanza gli enti che tengono conto del CRFR nelle loro strategie di gestione dei rischi aziendali: 1) creare un centro informazioni per raccogliere le informazioni necessarie per valutare il CRFR; 2) compilare un elenco delle informazioni non ancora disponibili; 3) definire metodologie standard che consentire agli scenari climatici di far parte dei processi decisionali finanziari istituzioni.

Il lavoro é consultabile a questo link

oppure qui sotto

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