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Mandato di arresto europeo e trattamenti inumani.

In tema di mandato di arresto europeo, la Sesta sezione ha affermato che, alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Grande Sezione, 15 ottobre 2019, Dorobantu, C – 128/19 e Corte di giustizia, 25 luglio 2018, Generalstaatsanwaltschaft, C-220/18), qualora lo Stato emittente abbia fornito assicurazioni che la persona interessata non subirà un trattamento inumano e degradante, l’autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione può rifiutarsi di eseguire la richiesta solo quando, sulla base di elementi precisi, riscontri comunque il pericolo che le condizioni di detenzione siano contrarie all’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali UE.

Così Cassazione Penale sentenza n. 18352 / 2020 (ud. 11/06/2020 – deposito del 16/06/2020)

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Misura cautelare personale applicata dal Giudice del riesame: non é necessario l’interrogatorio di garanzia.

Le Sezioni Unite hanno affermato che, in caso di applicazione di una misura cautelare personale da parte del tribunale del riesame, in accoglimento dell’appello proposto dal pubblico ministero avverso la decisione di rigetto del giudice per le indagini preliminari, non è necessario procedere all’interrogatorio di garanzia a pena di inefficacia della misura suddetta, atteso che il diritto di difesa è già assicurato dall’instaurazione del contraddittorio in sede di impugnazione cautelare.

E’ la sentenza n. 17274/2020 ( ud. 26/03/2020 – deposito del 05/06/2020 ).

Ecco il link per leggerla sul sito della Corte

 

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Nuova disciplina sulle intercettazioni

Testo del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, coordinato con la legge di conversio- ne 28 febbraio 2020, n. 7, recante: «Modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni.». (20A01347). .

https://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/downloadPdf?dataPubblicazioneGazzetta=20200228&numeroGazzetta=50&tipoSerie=SG&tipoSupplemento=GU&numeroSupplemento=0&progressivo=0&estensione=pdf&edizione=0

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Prova testimoniale e acquisizione delle,dichiarazioni ed art 500, co. 4, cpp

In tema di prova testimoniale, la Terza sezione Penale della Cassazione ha affermato che, ai fini della rituale acquisizione al fascicolo del dibattimento ex art. 500, comma 4, cod. proc. pen. delle dichiarazioni in precedenza rilasciate da testimone resosi irreperibile in quanto sottoposto a violenza e minaccia al fine di non deporre o di deporre il falso, non rileva la circostanza che il medesimo si sia reso reperibile in un diverso procedimento, essendo determinante il fatto che nel processo di cui trattasi, e non in altri separati giudizi, il teste sia stato oggetto di violenza o intimidazione.

Trattasi della Sentenza n. 7596 /2020 (ud. 11/12/2019 – deposito del 26/02/2020)

Ecco il link

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Incidente di esecuzione e demolizione

In tema di ordine di demolizione di opera edile abusiva, impartito dal giudice con la sentenza di condanna, la Terza sezione ha affermato che – ove il Consiglio comunale abbia acquisito l’opera al patrimonio comunale e non ne abbia deliberato il mantenimento – il condannato nell’incidente di esecuzione può richiedere la revoca dell’ordine soltanto al fine di procedere spontaneamente alla demolizione.

Lo ha stabilito la Terza Sezione Penale della Cassazione con sentenza n. 7399/2000 ( ud. 13/11/2019 – deposito del 25/02/2020).

Ecco il link

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Acquisizione arti di indagini e eccezioni.

La Quarta sezione Penale della Cassazione ha affermato che la scelta della difesa di acconsentire all’acquisizione degli atti di indagine, finalizzata unicamente allo snellimento dell’attività processuale, non determina la sanatoria, ai sensi dell’art 183 cod. proc. pen., di eventuali nullità dell’atto e non fa venir meno il diritto di eccepirne l’inutilizzabilità.

È la sentenza n. 4896 /2020 (ud. 16/01/2020 – deposito del 05/02/2020).

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Imputato minorenne: non si applica l’art. 131 bis c.p.p.

La Seconda sezione Penale della Cassazione ha affermato che, nel processo a carico di imputati minori, non trova applicazione la previsione dell’art. 131-bis cod. pen., in quanto la materia è già regolata dall’art. 27 del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 488, norma avente carattere di legge penale speciale.

Si tratta della sentenza n. 49494 / 2019 (ud. 11/09/2019 – deposito del 05/12/2019).

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