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Archiviazione ex art. 131 bis c.p. e casellario giudiziale

Corte di Cassazione Sezioni Unite Penali

Sentenza n. 38954 del 24 settembre 2019

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. deve essere iscritto nel casellario giudiziale, fermo restando che non ne deve essere fatta menzione nei certificati rilasciati a richiesta dell’interessato, del datore di lavoro e della pubblica amministrazione.

Link alla sentenza

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Imposta di registro su atti negoziali – Possibilità di considerare elementi estrinseci – Esclusione

Corte di Cassazione Sezione Tributaria

Ordinanza interlocutoria n. 23549 del 23/09/2019

La Sezione Tributaria ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in relazione agli artt. 53 e 3 Cost., dell’art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986, nella formulazione risultante a seguito degli interventi operati dall’art. 1, comma 87, della l. n. 205 del 2017 e dall’art. 1, comma 1084, della l. n. 145 del 2018, nella parte in cui dispone che, nell’applicare l’imposta di registro secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici dell’atto presentato alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente, si debbano prendere in considerazione unicamente gli elementi desumibili dall’atto stesso prescindendo da quelli extratestuali e dagli atti ad esso collegati.

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DOMICILIO DICHIARATO O ELETTO – Modifica del “tempus” o del “locus commissi delicti” – Validità della dichiarazione o elezione di domicilio – Permanenza – Ragioni.

Sentenza n. 38732 ud. 03/05/2019 – deposito del 19/09/2019

DOMICILIO DICHIARATO O ELETTO – Modifica del “tempus” o del “locus commissi delicti” – Validità della dichiarazione o elezione di domicilio – Permanenza – Ragioni.

La Quinta sezione Penale della Corte di cassazione ha affermato che la dichiarazione o elezione di domicilio effettuata dall’indagato in relazione ad un procedimento non perde di validità nel caso in cui, nel prosieguo delle indagini, intervengano modifiche relative alla esatta identificazione del “tempus” e del “locus commissi delicti”, in quanto l’elezione di domicilio risponde all’esigenza di semplificare i rapporti tra persona sottoposta alle indagini ed autorità procedente e non anche a quella di informare il soggetto sulla specifica imputazione elevata a suo carico.

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PAT: due ricorsi identici? No grazie

Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA con ordinanza 615/2019 si è occupata di un caso strano e cioè lo stesso ricorso risultava nel sistema informatico due volte.

Di qui l’istanza dell’avvocato per la cancellazione del secondo ricorso.

Con buon senso la Corte ha stabilito in conformità così statuendo:

“ritenuto che un ricorso che sia il “clone informatico” di un ricorso già presentato è giuridicamente “inesistente” come autonomo ricorso, non essendo sorretto dalla volontà della parte di proporlo e depositarlo, ma essendo il risultato di imperscrutabili errori o difetti del sistema informatico, le cui cause è qui irrilevante acclarare, per evidenti ragioni di economia processuale, essendo invece sufficiente l’ovvia constatazione che il sistema informatico non è un ente giuridico a cui sia riconosciuta la capacità giuridica e di agire e men che meno quella di proporre un ricorso giurisdizionale…….. P.Q.M. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, dispone il non luogo a provvedere”.

Clicca qui per leggere l’ordinanza.

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Compenso del CTU e sua decurtazione

Corte di Cassazione Sezione Seconda Civile

Ordinanza n. 22621 del 10/09/2019

Spese giudiziali civili

C.T.U. – ATTIVITÀ ULTIMATE DOPO LA SCADENZA DEL TERMINE CONCESSO DAL GIUDICE – COMPENSO – DECURTAZIONE DEGLI ONORARI EX ART. 52, DEL D.P.R. N. 115 DEL 2002 – POTERE DI GRADUAZIONE DEL GIUDICE DI MERITO – ESCLUSIONE.

La decurtazione degli onorari prevista dall’art. 52 del d.P.R. n. 115 del 2002 per il caso in cui il consulente tecnico completi le attività delegategli oltre il termine, originario o prorogato, assegnatogli dal magistrato, non è suscettibile di graduazione con riferimento al “quantum”, né all’entità del ritardo in cui è incorso l’ausiliario nel deposito della relazione, trattandosi di sanzione finalizzata a prevenire comportamenti non virutosi del consulente, nonché indebite dilatazioni dei tempi processuali.

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