Contratti scritti e divieto di prova testimoniale

La Seconda Sezione civile ha disposto la trasmissione degli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite ponendo la questione se in una transazione o anche, più in generale, in un contratto per il quale sia richiesta la forma scritta “ad probationem”, sia operativo il divieto della prova per testi e se l’eventuale inammissibilità possa essere rilevata d’ufficio o debba, invece, essere eccepita dalla parte interessata entro il termine di cui all’art. 157, comma 2, c.p.c., nella prima istanza o difesa successiva alla sua articolazione; il quesito è stato posto all’interno della più ampia questione riguardante l’esistenza o meno di un unitario regime processuale relativo all’inammissibilità della prova testimoniale, derivante dal combinato disposto di cui agli artt. 2725 c. e 2729 c.c., applicabile indifferentemente sia ai contratti per i quali sia richiesta la forma scritta “ad probationem”, sia a quelli per cui la forma è richiesta “ad substantiam”.

Trattasi dell’ordinanza interlocutoria n. 30244 del 20/11/2019.

Ecco il link per leggerla

Il passaggio decisivo è il seguente.

Read More

Share

Sorveglianza speciale e partecipazione a pubbliche riunioni

Corte di Cassazione

Sezioni Unite Penali

Sentenza n. 46595 ud. 28/03/2019 – deposito del 18/11/2019

Misure di prevenzione

SORVEGLIANZA SPECIALE – INOSSERVANZA DELLA PRESCRIZIONE DI NON PARTECIPARE A PUBBLICHE RIUNIONI – RIFERIBILITÀ ALLE SOLE RIUNIONI IN LUOGO PUBBLICO – SUSSISTENZA.

Le Sezioni Unite hanno affermato che la prescrizione di non partecipare a pubbliche riunioni, che deve essere in ogni caso dettata in sede di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza ai sensi dell’art. 8, comma 4, del d. lgs. n. 159 del 2011, si riferisce esclusivamente alle riunioni in luogo pubblico.

Share

Restituzione atti al PM per mancanza di adeguata fascicolazione.

Corte di Cassazione

Sentenza n. 46139 / 2019 (ud. 29/10/2019 – deposito del 13/11/2019)

Procedimento penale

RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO – PROVVEDIMENTO DEL G.I.P. DI RESTITUZIONE DEL FASCICOLO AL P.M. PERCHÉ MANCANTE DI ADEGUATA FASCICOLAZIONE – ABNORMITÀ – SUSSISTENZA – RAGIONI.

La Sesta Sezione ha affermato che è abnorme il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari restituisca al pubblico ministero il fascicolo trasmesso con richiesta di rinvio a giudizio in quanto privo della fascicolazione prevista dall’art. 3 reg. es. cod. proc. pen., giacché, dovendosi escludere che detta inosservanza sia sanzionata da nullità od inutilizzabilità, una tale decisione costituisce esercizio di un potere non previsto dal sistema processuale.

Share

Nuovo intervento delle Sezioni Unite sulla forma dei contratti bancari

Le Sezioni unite civili, decidendo su questione di massima di particolare importanza, hanno enunciato il seguente principio di diritto: «La nullità per difetto di forma scritta, contenuta nell’art. 23, comma 3, del d.lgs. n. 58 del 1998, può essere fatta valere esclusivamente dall’investitore, con la conseguenza che gli effetti processuali e sostanziali dell’accertamento operano soltanto a suo vantaggio. L’intermediario, tuttavia, ove la domanda sia diretta a colpire soltanto alcuni ordini di acquisto, può opporre l’eccezione di buona fede, se la selezione della nullità determini un ingiustificato sacrificio economico a suo danno, alla luce della complessiva esecuzione degli ordini, conseguiti alla conclusione del contratto quadro».

Trattasi della sentenza n. 28314 del 04/11/2019.

Questo il passo saliente della motivazione:

Read More

Share

Sospensione del giudizio contabile in pendenza del giudizio penale.

Dal sito della Corte dei Conti

Sentenza n. 375/2019 Link al testo

SEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE CALABRIA 19/09/2019

Non si ravvisa rapporto di pregiudizialità logico-giuridica che possa giustificare la sospensione del giudizio contabile in pendenza di giudizio penale se i fatti contestati nel primo giudizio siano del tutto differenti da quelli perseguiti in ambito penale.

L’esistenza di un occultamento doloso del danno può ritenersi provata, prescindendo dall’eventuale imputazione penale del convenuto, anche dalla omissione di un doveroso obbligo informativo che precluda l’obiettiva conoscibilità del danno per l’amministrazione datrice di lavoro.

L’indennità cosiddetta “De Maria” introdotta a favore del personale universitario in servizio presso Aziende ospedaliere ha natura perequativa, e pertanto si differenzia dalle indennità corrisposte in seguito alla scelta del rapporto di lavoro a tempo pieno ed in regime di esclusiva.

La responsabilità amministrativa del dipendente pubblico in regime di esclusiva per i compensi percepiti a seguito di attività non previamente autorizzate non è esclusa per il solo fatto che il dipendente li abbia indicati nelle dichiarazioni dei redditi, non potendo ravvisarsi un potere ispettivo e di controllo sui dati fiscali in capo all’amministrazione.

Share

Nuovo intervento delle Sezioni Unite sulla forma dei contratti bancari

Sentenza n. 28314 del 04/11/201

Le Sezioni unite civili, decidendo su questione di massima di particolare importanza, hanno enunciato il seguente principio di diritto: «La nullità per difetto di forma scritta, contenuta nell’art. 23, comma 3, del d.lgs. n. 58 del 1998, può essere fatta valere esclusivamente dall’investitore, con la conseguenza che gli effetti processuali e sostanziali dell’accertamento operano soltanto a suo vantaggio. L’intermediario, tuttavia, ove la domanda sia diretta a colpire soltanto alcuni ordini di acquisto, può opporre l’eccezione di buona fede, se la selezione della nullità determini un ingiustificato sacrificio economico a suo danno, alla luce della complessiva esecuzione degli ordini, conseguiti alla conclusione del contratto quadro».

Share